Ambiente 

Genova soffocata dallo smog: il monte di Portofino scompare dietro una cappa di foschia, complici i furiosi incendi avvenuti oltreoceano

Nubi cariche di residui dagli incendi in Canada spinte fino in Liguria. L’alta pressione blocca l’aria nei bassi strati: cielo opaco e visibilità ridotta su tutta la città

Una cappa grigia e opprimente ha avvolto ieri il cielo di Genova, tanto fitta da nascondere alla vista persino il profilo inconfondibile del monte di Portofino, solitamente ben visibile dalla città.

Molti cittadini hanno notato già dal mattino una strana foschia stendersi sul panorama, con un’aria insolitamente pesante e una luce lattiginosa che ha accompagnato tutta la giornata. In serata è emerso il motivo di questo fenomeno anomalo: i residui degli incendi che nei giorni scorsi hanno devastato vaste aree del Canada sono stati trasportati dalle correnti atmosferiche fino all’Europa occidentale, raggiungendo anche il cielo della Liguria.

Secondo gli esperti, il pulviscolo sottile e le microparticelle rilasciate dai roghi, sospinte a grande distanza dall’alta troposfera, si sono depositate gradualmente negli strati più bassi dell’atmosfera, contribuendo a quella che i meteorologi definiscono “foschia di trasporto”. Un fenomeno che si verifica di rado ma che in questo caso è stato amplificato da una persistente area di alta pressione: l’aria tende infatti a ristagnare nei bassi strati senza possibilità di ricambio, intrappolando smog e polveri sottili.

Il risultato è stato ben visibile: dal centro città e dai quartieri collinari, il profilo del monte di Portofino è apparso quasi del tutto scomparso, sfumato in un alone grigiastro che ha reso difficile persino distinguere la linea dell’orizzonte marino.

Oltre all’effetto visivo, la situazione ha avuto anche risvolti per la qualità dell’aria: secondo i dati preliminari delle centraline ARPAL, in alcune zone della città sono stati rilevati valori elevati di PM10 e polveri sottili.

Gli esperti consigliano in questi casi di limitare l’attività fisica all’aperto, soprattutto per le categorie più vulnerabili come anziani e bambini, e attendere che il previsto calo della pressione e il ritorno dei venti di libeccio possano “ripulire” l’atmosfera nei prossimi giorni.

Un fenomeno che ricorda quanto ormai anche eventi estremi legati al cambiamento climatico, come i vasti incendi in Nord America, possano avere ripercussioni tangibili a migliaia di chilometri di distanza, portando letteralmente i loro effetti visibili fino sopra i nostri cieli.


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